Nino D’Angelo: “Pure io sono stato vittima di razzismo negli anni 80”

Il cantane napoletano che fra un mese andrà a Sanremo e il direttore artistico del teatro Trianon Nino D’Angelo ha rilasciato un’intervista alla Repubblica. Ecco quanto dichiarato: “Questo ministro che chiude i poti ai migranti e lascia aperte le curve ai razzisti si commenta da solo. D’altronde non ci dobbiamo meravigliare se era il primo a cantare i cori Vesuvio Lavali col Fuoco. Gli ululati contro Koulibaly fanno malissimo, perché stiamo parlando di un ragazzo d’oro e di un grande giocatore. Io so di cosa si stia parlando, perché negli anni 80 essendo meridionale, sono stato vittima del razzismo. Al Nord Italia trattavano noi meridionali, come adesso fa con i migranti. E’ assurdo sentire negli stadio cori verso una città e un popolo intero anche quando non gioca il Napoli.

Secondo me il Napoli fa benissimo Ad auspicare l’interruzione delle partite, serve qualcosa per dare più senso civico. Allo stesso modo come già dissi per la morte di Ciro Esposito, lo dico pure oggi dopo quella di Daniele Belardinelli, è assurdo morire per una partita di calcio.

Evidentemente Salvini trova più facile mostrare la severità con 49 tra donne e bambini che rischiano morire un mare, piuttosto che con le curve. Ma io di questo non mi meraviglio perché basta vedere i filmati in rete per scoprire che cantava contro il Sud Italia. Il suo partito ora non si chiama più solo Lega Nord, ma Lega perché comunque il suo obiettivo resta quello di dividere l’ Italia.

Il ragazzo della Curva B era un capo Ultras, ma non avrebbe mai fatto determinate cose. Ora il calcio è cambiato e ci sono interessi enormi. Di questo passo nessuno andrà più allo stadio perché non ci si sente sicuri. Invece tutti i figli hanno diritto di andare a vedere una partita di calcio in tranquillità pure quelli di Salvini senza sentire ululati. Per me fa bene Ancelotti a voler sospendere le partite, conta di più la vita umana rispetto a tre punti in classifica generale”.