“NATALE CON I TUOI… IDOLI, ALLO STADIO”

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Si sa che non a tutti piacciono le festività natalizie. Chi si intristisce, chi si estranea, chi si fa prendere dalla frenesia del periodo, chi scappa verso mete esotiche o posti in cui non è ancora arrivata “All I want For Christmas is you” di Mariah Carey, chi si butta a capofitto nell’insalata di rinforzo e nel capitone, chi, come me, sogna pizze con le scarole che volteggiano felici nelle teglie rotonde (i ruoti) in direzione di casa mia. Per gli appassionati nostrani dello sport più bello del mondo (?) però, questo è un Natale diverso. Nientemeno che si è giocato un turno di Campionato il 23 dicembre, l’antivigilia di Natale, mentre mezza popolazione italica era impegnata ad immolarsi nei centri commerciali, l’altra mezza era a riempire gli spalti degli stadi. La scrivente, naturalmente, ha fatto il suo dovere di “brava” tifosa e si è appollaiata gioiosa in curva B per Napoli – Samp. Tra un inaspettato caldo pomeridiano (ho visto cose che voi umani… tipo gente a maniche corte o, addirittura, dei temerari col termostato scassato, a torso nudo), un entusiasmo strabordante, un tifo indiavolato e tutte le speranze per un 2018 tinto di azzurro, l’incontro ha regalato contestualmente esplosioni di fegati, travasi di bile, turpiloqui in loop, morti e resurrezioni varie, e 5 gol. Ok, due volte i blucerchiati in vantaggio non su azione. Due rimonte azzurre invece su azione, il terzo gol nientepopodimenoche del Capitano che si è preso il lusso di entrare nella leggenda del calcio Napoli. Partita, qualcuno potrebbe dire, come tante che si susseguono nell’arco di un Campionato. Emozionante, ma sempre una partita come tante. Forse… O forse no. Certe partite non le guardi, le vivi, a rischio e pericolo del fegato e dei rimanenti organi interni, delle sinapsi, delle articolazioni e pure dell’apparato riproduttore, corroso dalle manipolazioni ossessivo – compulsive contro gli jettatori. Sugli spalti poi, tutto sembra surreale, così come è stato surreale quel gol di Ramirez da 35 metri (praticamente ha tirato da casa sua, in Uruguay), quel rigore poco dopo. E liberatorio è stato il boato moltiplicato per 3, a testimonianza che le gastriti vengono nel periodo natalizio non solo per la quantità di cibarie che si è capaci di ingurgitare, ma anche perché la tua amata squadra decide che l’antivigilia di Natale è il momento ideale per sondare la resistenza del tuo sistema nervoso e pure di quello calmo. Vabbè, è andata, e gli struffoli li mangeremo senza correre il rischio di strozzarci con qualche confettino decorativo (in lingua Napoletana “’e Riavulille” – i diavoletti). Anzi, magari il rischio di strozzarsi lo correranno quelli che ancora, ostinatamente, fanno gli anti – Napoli. Che schiatti a loro, il fegato! Arrivederci a Crotone – Napoli… e Buon Natale di azzurro tinto!

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