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Mirko Validfiori: “Quando ero a Napoli si respirava l’aria del desiderio di un trionfo che mancava da anni”

“1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, ha parlato  Mirko Valdifiori, centrocampista  della Vis Pesaro ed ex, tra le altre, di Napoli, Torino ed Empoli. Ecco quanto dichiarato:

Uno scudetto che sente anche un po’ suo?

“Sarò sincero, direi di no. È giusto che un simile successo venga attribuito ai gicoatori attuali ed al mister Spalletti. Quando ero a Napoli si respirava l’aria del desiderio di un trionfo che mancava da anni, ed è giusto godersi il meritato tricolore. In quegli anni fummo capaci di conquistare tanti punti e soltanto una Juve capace di siglarne ancor più fu capace di negarci il successo. Ciò che sento è tanta gioia per questa città”.

Il sogno Scudetto, nei suoi giorni da azzurro, fu spezzato dalla rete di Zaza allo Stadium: quanto influisce, psicologicamente, un colpo come quello citato?

“Influisce tanto. Quella gara lì, senza quella rete, avrebbe potuto permetterci di tenere dietro i bianconeri. Quel successo permise alla Juve di sorpassarci, con un contraccolpo psicologico che penso abbia fatto la differenza nel restante percorso. Vedere la felicità del popolo partenopei di queste settimane non nego mi abbia fatto riflettere sulla possibilità che pure io, nonostante le soltanto otto presenze, avrei potuto vivere una gioia simile. Non è invidia, è un discorso di felicità che condivido per ragazzi che hanno saputo fare un’impresa incredibile”.

Quale giocatore crede abbia potuto fare la differenza in questa stagione?

“Penso che il Napoli abbia potuto godere di un contesto incredibile. La squadra ha sempre dominato le partite sia in casa che in trasferta. Se proprio devo menzionare un giocatore dico il capitano Di Lorenzo. Calciatore che ha saputo fare una gavetta encomiabile e che, con umiltà e sacrificio, oggi raccoglie i meritati consensi”.

Da ex Empoli ritiene che Pietro Accardi possa essere il profilo giusto per sostituire Giuntoli?

“Lo dirà il rettangolo verde di gioco. Quel che è certo è il grandissimo lavoro che il direttore ha svolto ad Empoli. Accardi ha giocato a calcio e conosce alla perfezione le dinamiche di uno spogliatoio. Napoli sarebbe una grande opportunità e meriterebbe quel che sarebbe un passo importante per la sua carriera”.

Un consiglio che darebbe a Spalletti per il suo futuro?

“Se andrà via avrà fatto una scelta precisa. Quella di abbandonare da vincente. Resterà nella storia del club, e non dovrà fare altro che concedersi a valutazioni del tutto personali e, sulle quali, credo influiscano tanti fattori. Su tutte la competitività della squadra dopo lo strepitoso successo di questa stagione”.

È davvero così complicato lavorare a Napoli, con il presidente De Laurentiis e con una piazza esigente?

“E’ il calcio in generale. Non è un discorso legato a Napoli. Dopo anni dalla mia esperienza in azzurro, ancora oggi, vivo dell’affetto dei napoletani. Se Spalletti  farà la scelta di andare via sarà da imputare a tante valutazioni che una persona può fare, soprattutto gli stimoli che il tecnico ritiene di dover garantire”.

Un nome per reparto degli azzurri su cui porrebbe un veto sulla cessione?

“Sono i n molti ad aver fatto la differenza quest’anno. Sicuramente, ripartirei da Di Lorenzo, capitano strepitoso di questo Napoli; Osimhen, anche se non è facile trattenerlo viste le tante richieste e poi Lobotka. Lo slovacco è stato un perno del centrocampo azzurro, soprattutto sotto la gestione Spalletti”.