Mario Corso: “Napoli è una città fantastica”

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L’ex centrocampista dell’ Inter Mario Corso e allenatore della Primavera del Napoli reso celebre per le sue punizioni a foglia morta ha rilasciato un’intervista a Napoli.Repubblica. Ecco le sue dichiarazioni: “Amo l’Inter, ma Napoli  ho lasciato davvero il cuore. Inter-Napoli sarà una sfida apertissima che si giocherà a San Siro e potenzialmente il Napoli è davanti, pure perché ha messo a segno un grande colpo. Mi riferisco a Carlo Ancelotti un autentico fuoriclasse, è un allenatore fantastico ideale per compattare lo spogliatoio del club azzurro.

Sono tre i miei giocatori preferiti nel Napoli. Uno è Koulibaly che penso sia ora il miglior difensore d’ Europa. poi è cresciuto parecchio pure Insigne quest’anno sta avendo la definitiva consacrazione e ammiro molto Mertens. Nell’ Inter mi piacciono Icardi Perisic. Il primo segna e dà il massimo per la squadra, poi sta imparando a partecipare di più alla manovra e il secondo fa un grande lavoro, anche se in questa stagione non ha ancora carburato. Domani potrà succedere di tutto, perché tutti e due i club giocheranno per vincere.

A me Spalletti piace, ha ritirato su la squadra e messo a segno due ottimi colpi come Skriniar PolitanoNainggolan già si sapeva che tipo fosse, ma io guardo soprattutto al giocatore cosa fa in campo e non fuori. Ricordo che nell’Inter di Mourinho Maicon che faceva il terzino, non era proprio esemplare fuori dal rettangolo verde di gioco, ma faceva il professionista in campo. Con il pareggio lo scudetto diventerebbe assolutamente una chimera per il club azzurro e la Juventus avrebbe la strada spianata. Però dobbiamo dire che io fui il primo allenatore a dare lo scudetto Primavera al Napoli prima che arrivasse Maradona.

A Napoli ho trascorso i cinque anni più belli e fantastici della mia vita. la città è così viva, la gente accogliente e solidale non potevo chiedere di meglio.  Per un certo periodo ho vissuto pure a Capri l’isola dei sogni. prendevo il traghetto d ali per dirigere gli allenamenti. Arrivai al Napoli grazie ad Italo Allodi già manager della grande Inter. Fece il mio nome a Corrado Ferlaino e gli disse che potevo far diventare grande la Primavera azzurra e lui mi prese subito. Rivendico con orgoglio quel successo, portai quei giocatori a giocare in A e in B, ma il clou fu conquistare lo scudetto nel 1979 in una partita contro il Torino fu una gioia pazzesca e ancora oggi rivivo quella gioia nel raccontare quel match.

In quel Napoli i migliori erano MusellaCelestini, e Marino. Nel mio staff c’erano Sormani Benedicto che furono molti utili per il successo. Io poi me ne andai perché volevo allenare in Serie A, ma non dimenticherò mai l’esperienza napoletana. Napoli è fantastica, poi ancora meglio se fai bene come calciatore e allenatore. Io e Sormani pensavano che per far vincer ei giovanissimi, servissero prima di tutto tecnica  e divertimento senza tatticismi  e strategie esasperate. Per me i successi dell’ Inter sono stati importanti, così come quelli con il Napoli. Resto interista e mi auguro di vede una bella partita e anche se è andato fuori di moda, dico vinca il migliore”.

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