Giuseppe Conte su La 7: “A Natale, massimo 6 persone a tavola”

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Il premier italiano Giuseppe Conte ha parlato alla trasmissione Otto e Mezzo in onda sul La 7. Ecco le sue dichiarazioni: “Abbiamo un modus operandi molto chiaro, massima precauzione per la salute e per salvaguardare l’economia ed agire in massima trasparenza. Negli stati generali non è stata una passerella, abbiamo avuto tutte le parti sociali e ci siamo confrontati. Ci è servito ciò ed insieme a Colao abbiamo messo a punto le misure. Abbiamo convenuto di rafforzare la digitalizzazione, l’economia green e l’educazione.

Noi abbiamo riportato la curva di controllo nella prima parte ed abbiamo avuto i complimenti, poi in estate il contagio si era quasi azzerato. Noi abbiamo approvato qualsiasi protocollo, in sicurezza pure durante l’estate ed era impossibile tenere a bada l’ Italia con le restrizioni. Tutta l’Europa si è trovata impreparata nella seconda ondata, non solo l’Italia. Io sono stato duramente attaccato quando a luglio sono andato in parlamento e ho prorogato l’emergenza. Io spero che venerdì addirittura l’Rt si avvicini all’ 1. Stiamo lavorando per gli spostamenti tra le Regioni, se continua così, non avremo più zone rosse, ma sole gialle ed arancioni. Il periodo natalizio richiede misure ad hoc. In estate il contagio era praticamente a zero, ora è diverso perché siamo ancora in seconda ondata e non ci possiamo permettere una terza ondata. Le vacanze sulla neve è difficile controllarle e ci stiamo muovendo pure a livello Europeo e ci stiamo confrontando. Però non è possibile avere una terza ondata e le vacanze sulla neve sono impossibili da far trascorrere. Alla cena di Natale , sicuramente ci saranno limitazioni di socialità, feste, veglioni ce li dobbiamo dimenticare e a tavola ci saranno al massimo 6 persone. Per lo shopping è diverso, vorremo mantenere la tradizione dello scambio dei doni e cercheremo di dilatare gli orari per far evitare gli assembramenti e far correre l’economia. I ristori continueranno per le aziende in difficoltà.

Con Forza Italia c’è un discorso in Parlamento e spero che ci sia un confronto con le opposizioni sempre. Con Forza Italia c’è stato un dialogo costruttivo e nella prima pandemia ho avuto un colloquio con Salvini e Giorgia Meloni, poi sono stato con il Ministro Speranza 14 volte in Parlamento, ma loro non c’erano. Non penso che scioperare in questo momento sia giusto, non è un bel periodo quello che sta attraversando l’ Italia per quanto concerne i sindacati.

Sul Recovery Fund, sarà decisivo il consiglio Europeo di dicembre e lo scoglio principale come è noto proviene da Polonia e Ungheria. La seconda ondata è più distruttiva per tutti gli altri paesi d’Europa. Se loro due dovessero continuare a dire di no, danneggeranno pure la loro economia, perché non avranno questi soldi in bilancio. In Italia già potremo partire per il piano economico Nazionale agli inizi di febbraio se tutto va bene”.

Sulla domanda di Sallusti sul MES risponde così: “Noi abbiamo tante risorse e dobbiamo metterle in pratica con le leggi. Abbiamo necessità di cambiare passo, soprattutto per la necessità amministrativa ed è questo che ci chiede l’Europa e che vogliamo noi. Nelle previsioni, siamo andati pure meglio per maggiori entrate. I mercati finanziari poi stanno credendo molto nell’Italia e pure lo spread ci ha permesso maggior movimento.

Non ho l’ambizione di diventare capo politico dei 5 stelle, non è il mio ruolo, li seguo con mola attenzione e con molto affetto. I rapporti con Di Maio sono ottimi. valutare l’operato di un altro leader e di un altro paese alleato come gli USA, non è corretto. Con Trump l”Italia ha collaborato e con Biden ho avuto una lunga telefonata. Il momento più difficile durante la prima pandemia, è stato quando vedevo che i morti che crescevano, le file e le bare mi hanno procurato molto dolore, perché sapevo i sacrifici sociali che si dovevano fare. Le scuole superiori non vediamo l’ora di riaprirle e speriamo di farcela prima di Natale ma tutto dipenderà dalla curva epidemiologica, teniamo molto ai nostri ragazzi”.

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