De Canio: “Le responsabilità non sono tutte di Gattuso”

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Luigi De Canio, ex allenatore di Napoli e Udinese, è intervenuto in diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo. Ecco quanto dichiarato: “Io all’Udinese se Gotti è in discussione? Ma come è in discussione Gotti?! Mi dispiace. È il destino degli allenatori. Tanti allenatori in discussione? Beh non so sono discorsi interni, nei rapporti fra presidenti e allenatori che certe volte sfuggono all’esterno quelle che possono essere le eventuali vere cause. Alcuni allenatori fanno bene solo in alcune squadre? Domanda molto bella, ma è difficile rispondere. Innanzitutto perché riguarda l’individuo. Io posso parlare per De Canio, ho sessantatré anni e ho lo stesso entusiasmo di prima e la curiosità intellettuale. Ho sempre la stessa voglia di imparare, di trasmettere e ricevere. Poi qualcuno all’esterno senza conoscermi potrà dire la sua opinione e non è detto che sia veritiera. Contraccolpi psicologici dopo annate negative? Ci sono, però io l’ho vissuto questo periodo. Non me ne sono mai preoccupato perché per me che ho giocato solo in serie C, ho cominciato dalla promozione lucana ad allenare, scalando le categorie, l’entusiasmo di allenare in qualsiasi momento non mi è mai mancato. Non mi è mai mancato nemmeno quando ho stracciato contratti, quando ho visto idee che non combaciavano con la società. Di questo vado orgoglioso. Io mi rifaccio a questo mio modo di pensare”.

Poi ha aggiunto: “Gennaro Gattuso in discussione? La responsabilità è sempre equamente divisa tra tutte le componenti e quando si vince e quando non si vince. Ognuno ha il proprio grado di responsabilità e merito. Come preparano le partite allenatori in discussione? Io credo che queste cose non incidano nel rapporto fra calciatore e allenatore. Sempre parlando di un’esperienza che ho vissuto, che all’Udinese che dopo una sconfitta con il Lecce, il presidente disse: “se De Canio perde col Parma, lo esonero”. Ho vissuto con una spada di Damocle quella settimana. Dissi ai giocatori di prepararsi come sempre hanno fatto e che non dovevano giocare per me. Misi la formazione che mi sembrava la migliore. Segnammo e la squadra mi venne ad abbracciare tutta la squadra, ma alla fine il Parma vinse. Io non ho mai chiesto ai giocatori di lottare e giocare per me. Lo hanno sempre fatto ero tranquillo. Pozzo? C’erano altre motivazioni dietro. Era un periodo che non stavamo andando benissimo, dopo un grande inizio. C’erano voci che mi vedevano lontano da Udine e loro pensavano che non fossi concentrato”.

Fonte: areanapoli.it

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