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“DasviTania”: ovvero il Mondiale secondo Tania Pagnotta (Giorno 1)

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E così è iniziato pure il Mondiale, quello all’essenza delicata e floreale di gas e petrolio, quello in cui il Paese ospitante, prima di chiamarsi nuovamente Russia, ha cambiato più nomi della buon’anima di Prince. E’ l’ultimo Mondiale del secondo decennio del nuovo millennio ed è quello senza l’Italia. Questo fatto rappresenta un’onta insopportabile per molti ma, a mio modesto parere, salvare tanti fegati in un colpo solo, non è mai stato così facile, quindi Amen! Forse ci rivediamo nel 2022 e, se gli Dei vorranno, agli Europei itineranti tra due anni.  Orbene, nel commentare questa prima giornata mondiale, tra cerimonia di inaugurazione e partita d’esordio della squadra del Paese ospitante, non può non saltare all’occhio di noi sfigatissime ultra 35enni (io parecchio più ultra!), che, nei lontanissimi anni intorno al 1993, morivano d’asma, contrazioni, convulsioni, arresti cardiaci da movenze sexy di quei cinque, e dico, cinque, tronchi di pino dei Take That. Chi di noi giovani brufolose con gli ormoni spaiati come i calzini per l’ora di educazione fisica, non ha leccato voracemente, almeno una volta, il televisore, un numero di “Cioè”, un poster in allegato ad una qualsiasi rivista che riportasse le facce e i fisici di quei cinque concentrati di grazia di Dio? Non esiste un solo essere esente da tale follia nel raggio dell’intero sistema solare. Bene, rivedere dopo circa un ventennio uno di loro, forse il più famoso, sicuramente il più figlio di santa donna del quintetto, cantare alla cerimonia inaugurale dei Mondiali russi, fa un certo effetto. Sentirlo poi cantare “Let me entertain you”, e non vederlo più come nel video originale, vestito come il nipote di tutti e quattro i Kiss, ma piuttosto brizzolato come il Commissario Cattani e impomatato come Tano Cariddi, ti fa capire che l’elisir di eterna giovinezza manco Wanna Marchi sarebbe riuscita a scovarlo in qualche parte del mondo per vendertelo. Ad ogni modo, stadio gremito (sebbene gli spettatori non abbiano superato comunque i villeggianti a Gallipoli il 15 Agosto), coreografia suggestiva, bellissima ed elegantissima Aida Garifullina, soprano locale con il nome che sembra un medicinale per la gastrite che può indurre sonnolenza. Bene e quasi benissimo. Passiamo all’entusiasmante match inaugurale: Russia – Arabia Saudita. Premettendo che noi italiani abbiamo sicuramente pensato: ma sti russi e sti arabi sauditi hanno mai lottato quasi fino alla morte per vincere una partitella col Super Santos contro i gli altri bambini che abitavano nello stesso parco? No! E allora? Di che parliamo? Ma veramente fate? Si, veramente fanno! E niente, non ci è ancora passata, ora odiamo tutti, pure l’innocente Burkina Faso. Ma veniamo al mio personale commento della partita. Al torneo della parrocchia ho visto decisamente più… Tutto! Fine del commento. La Russia, da mega-cazzimmosa e spudoratamente ricca padrona di casa, si impone nel primo tempo già con due gol e, nella ripresa, ne rifila altri tre ai poveri arabi sauditi che, a fine partita, nemmeno tanto sconsolati, pensando all’oro nero e ad eventuali alternative al gioco del calcio, si sono messi a canticchiare, diretti negli spogliatoi: “Andiam, andiam, andiamo a trivellar, tra la la la, tra la la la, la la, la la”. Per oggi questo è quanto, domani in programma tre incontri: Egitto – Uruguay, Marocco – Iran e la partitona iberica Portogallo – Spagna. Come si dice in questi casi: e le stelle stanno a guardare… Quelle stelle, non cadenti ma cadute, che a questo giro, siamo noi.

 

Simona Cannaò

 

 

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