Home Senza categoria Confronto tra il Napoli di Mazzarri e quello di Benitez

Confronto tra il Napoli di Mazzarri e quello di Benitez

Benitez e Pecchia allenamento
Sin prisa pero sin pausa aveva detto Rafa Benitez appena sbarcato a Napoli. In effetti i suoi giocatori hanno già capito alla perfezione cosa vuole il tecnico spagnolo. Il vero confronto fra Benitez e Mazzarri ci sarà il prossimo 15 dicembre al San Paolo quando il Napoli ospiterà l’Inter. Ma nella città partenopea i tifosi hanno già emesso la loro sentenza: Rafè meglio di Walter. Cinque punti in più nelle prime undici giornate di campionato rispetto ai 23 dello scorso anno. Nei tre anni precedenti del tecnico toscano c’era sempre stato qualche intoppo in più nelle prime undici. I pregi di Benitez sono molteplici: essere riuscito a plasmare un nuovo Napoli con ben quattro undicesimi diverso dallo scorso anno, esaltando tutti i nuovi arrivati, facendo dimenticare sin da subito la partenza del super cannoniere Edinson Cavani e trasformando la difesa da tre a quattro senza subirne nessun danno in fase di adattamento. Il tecnico spagnolo ha portato senza dubbi un gioco più frizzante e offensivo, una mentalità vincente (in campo sempre quattro giocatori dalle spiccate qualità offensive) togliendo finalmente dalla testa dei calciatori azzurri lo scomodo rimando ai “titolarissimi” di Mazzarri. Il turnover marcato ha finora utilizzato un portiere, 5 difensori, 10 centrocampisti e ben 6 attaccanti, cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non è cambiato anzi, numeri alla mano il Napoli è migliorato e non dimentichiamo che il club partenopeo si sta giocando alla grande, in un girone di ferro, il passaggio agli ottavi Champions League. Alla fine sarà il campo a parlare ma siamo sicuri che si tratti di un Napoli vincente che può giocarsela con tutte e il processo di europeizzazione può solo portare dei benefici ad un ambiente che sogna e che ha bisogno di rivivere certe emozioni. Mettiamola cosi, Mazzarri ha iniziato un lavoro che Benitez sta cercando di portare al termine nel migliore dei modi. Mancano i gol di Cavani ma la classe di Higuain, la sicurezza di Reina e Albiol oltre all’esplosione di Callejon e Mertens fanno del nuovo Napoli quello tra i migliori della storia azzurra, e siamo solo all’inizio anche perché, come dice Rafè, siamo ancora al 75%.