Conferenza stampa

Carlo Ancelotti: “Il Napoli vincerà qualche trofeo in poco tempo”

L’allenatore del Napoli Carlo Ancelotti ha parlato in una lezione che si è svolta all’Università Vanvitelli a margine dell’evento”Oltre le due culture” con il tema del giorno che era questo: ”
La gestione del gruppo e delle risorse umane in un top club dagli anni Novanta ad oggi”.

Ecco le sue dichiarazioni: “Ho frequentato poco l’università, ma mi sarebbe piaciuto farlo però ho dedicato tanto tempo al calcio. Sono felice di essere qua a parlare di un argomento interessante come la gestione del gruppo. Il gruppo è cambiato, ho iniziato a lavorare con la squadra del mio territorio la  Reggiana con un massimo di 20 persone. Ora la gestione del gruppo è diversa dal passato perché lo staff è composto da circa 50 persone tra giocatori, allenatore, staff medio fisioterapista , match analyst e preparatore dei portieri. Prima l’allenatore aveva il controllo su tutto. Un conto era parlare con 20 persone e un altro conto è farlo con 50 persone. Il cacio è cambiato con la tecnologia, prima un giocatore aveva un rapporto più diretto con il giornalista, ora non più. Per questo motivo è cambiato pur eil linguaggio del calcio. Prima si parlava di formazione, ora il sistema di gioco. ma non finisce qua perché dipende pure dai compiti che un tecnico assegna. Per esempio nel 4-4-2 dico al terzino che non deve mai superare la metà campo e deve pensare praticamente solo alla difesa. Ecco perché magari dopo una partita l’allenatore è soddisfatto mentre un appassionato no. Per qualcuno ci sono valutazioni positive e per qualcun’altro negative. Per esempio l’Italia è diventata famosa per catenaccio e contropiede, mentre ora si parla di ripartenze.

la gestione del gruppo è un lavoro di squadra, ma ognuno ha il suo carattere ed è egoista. Secondo una statistica il 90% dei ragazzi è sotto stress pure per colpa della tecnologia. Per gestire il gruppo l’altruismo è una qualità importante, così come la relazione tra persone. Io sono l’allenatore e posso imporre delle cose come per esempio l’orario dell’allenamento, ma voglio relazionarmi sempre con i miei giocatori. la cosa più importante è saper ascoltare i ragazzi, pure sull’idea di gioco. Non c’è un sistema di gioco che vince, ma è la qualità e l’insieme dei giocatori e io voglio instaurare un rapporto di fiducia. Lo dicono tutti i presidenti che ho avuto che sono troppo morbido con i calciatori e che dovrei usare la frusta. Pensavo che fosse un malcostume tutto italiano, invece la stessa cosa mi è accaduta pure in Francia e in Inghilterra. Però io ho risposto che la frusta non la so usare, non so essere autoritario. Se qualche allenatore l’avesse usata con me, oppure pure mio padre, forse l’avrei riproposta. Per me l’importante è essere credibile. Per me i giocatori non devono essere soldati, non voglio esecutori di ordini.

Un giocatore che vuole andare via si manda semplicemente in un altro club.

CR7 è una prima donna solo per i media, nello spogliatoio non lo è mai stato.  Ronaldo è un calciatore che si tratta come tutti gli altri, poi un giocatori e può essere più egoista, più determinato e un tecnico deve trovare il giusto equilibrio spiegando l’altruismo e l’egoismo. Nel complesso è complicato. Oggi il talento nasce dalla natura e anche dalla personalità. posso fare gli esempi di Ronaldo, Beckham e Ibrahimovic. Oggi rispetto al passato c’è più professionalità . Ecco perché a sessant’anni ho problemi alle spalle, alle ginocchia etc. Los port fa bene se lo si fa ad alti livelli. Adesso pure nel campo della medicina ci sono stati dei passi avanti notevoli.

Spesso il legame di appartenenza si crea grazie ai calciatori. E’ successo nel Milan di Baresi, Costacurta e Maldini, oppure nel Barcellona dove puntano molto sul settore giovanile e al Bayern Monaco. Questi calciatori portavano dentro un grosso senso di appartenenza. Oggi un allenatore di solito resta in un club per due anni, sono rari i casi differenti. Ora un tecnico è più legato al presente.

Ho lavorato per nove anni all’estero e il problema della maleducazione in Inghilterra è stato debellato. Adesso pure l’ Italia lo deve fare ed è una cosa non troppo complicata. Purtroppo i maleducati continuano ad esserci negli stadi e bisognerebbe fare un corso di educazione civica. L’altra sera Kean è stato insultato a Bologna senza senso. Insultano Napoli quando non gioca, ho sentito dire che Ancelotti non può dire di voler sospendere le partite, ma non l’ho mai chiesto. Forse non mi faccio capire. Abbiamo detto solo quando c’è un insulto razziale o territoriale, magari la partita deve essere sospesa temporaneamente facendo fare un annuncio. Questo non riguarda solo Napoli, la stessa cosa si poteva fare pure a Bologna. Pure per i cori si dovrebbero sospendere le partite come accade quando piove. Nel 2000 ho aspettato due ore e per rasserenare gli animi potremo aspettare pure 10 minuti. Lo so bene che se si sospende la partita 560 mila persone devono andare via.

Non è un percorso molto lungo creare un club vincente. Il Napoli ha fatto partire un progetto dalla Serie C che l’ha portato in 12 anni ad essere stabilmente in Champions League con un bilancio a posto, società sana, giocatori bravi e promettenti. Questo per esempio è un progetto vincente, ma non so dirlo in quanto tempo si attuerà, per la vittoria servono piccoli dettagli. Però non bisognerà aspettare molto, la squadra è forte, abbiamo investito bene in questi anni, il gruppo è giovane e sano e c’è ancora voglia di investire nei prossimi anni.

Certe volte si gestisce un gruppo che se uno fa ritardo agli allenamenti esiste una multa, ma niente di particolare e sono regole interne che gestiscono stesso i giocatori. Non mi sono mai permesso di parlare della vita privata di un calciatore, ma spesso sono seri e professionali. Certe volte è meglio un giorno di vacanza in più,che un allenamento fatto male. Avere uno psicologo può essere importante soprattutto per la gestione dei giocatori, Il mio unico dubbio è se loro accetteranno questa figura, perché se dovesse essere un’imposizione ciò non va bene.

Per ridurre il gap dalle grandi squadre, bisogna fare il secondo passo più lungo della gamba. Nelle grandi squadre ci sono tre voci che incidono molto sul fatturato: Diritti televisivi, sponsorizzazioni e stadi di proprietà. Il campionato italiano è penalizzato dai primi due punti. Il mercato asiatico attira molto e sono avvantaggiati i club inglesi. Il Bayern Monaco ha sempre lo stadio pieno e vendono 30 mila litri di birra. Questo incide sul fatturato e ovviamente pure le vittorie, ma ciò non basta.

Quando si arriva in prima squadra il percorso è già stato fatto e mi riferisco alla personalità e al carattere. A gaetano l’hanno aiutato molto gli allenatori delle giovanili, la famiglia, gli amici e l’ambiente. Sicuramente il Napoli no mi ha chiamato per formare i giovani, ma per altre cose. Ripeto si arriva in prima squadra perché già pronti. Se mi chiedessero di allenare una squadra giovanile non ne sarei capace. gaetano sta facendo molto bene, ben vengano altri giovani.

Mi piace molto quello che faccio senza stress e pressioni. Il giorno in cui non avrò più voglia e di divertirmi a fare l’allenamento sarà arrivato il momento di smettere. Per fortuna qua ti svegli e c’è pure il sole. I colloqui qualche volta sono personali e altri collettivi. Dipende da cosa si vuole comunicare. Di solito quelli sugli aspetti tecnici sono collettivi, su quelli motivazionali e di serietà sono personali”.