Bologna – Napoli 3 – 2, gli azzurri dormono e si risvegliano troppo tardi – Tattica e statistiche a cura di Crescenzo Tortora

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Soccer: Serie A; Bologna-NapoliL’interpretazione del giorno dopo. Bologna – Napoli si lascia interpretare in maniera diversa. C’è chi ci vede la conferma del campanello d’allarme già ascoltato contro l’Inter, quegli ultimi 20 minuti che hanno visto il calo mentale azzurro. C’è invece chi vede questa partita come un incidente, un passo falso. Altri ancora ci vedono la partita che può aiutare gli azzurri a non ricaderci più, per imparare a giocare sempre e comunque il calcio che hanno espresso negli ultimi mesi. Le conseguenze di questa partita, però, saranno chiare solo con la Roma.

La partita. La partita è un insieme di fattori che hanno portato alla sconfitta. L’approccio sbagliato azzurro, la grande partita del Bologna, che pressa alto e bene, il pressing su Jorginho è asfissiante, infatti la partita dell’italo-brasiliano non sarà una delle sue migliori, come la partita dei nostri difensori e della mediana. Donadoni organizza bene il match, non rinuncia a giocare del tutto, non si chiude in difesa e contribuisce alla giornata storta azzurra, e lì in avanti Destro è freddo come un ghiacciolo. A questo si aggiungono alcune decisioni arbitrali discutibili, a Mazzoleni va assolutamente insegnata la regola del vantaggio, in due occasioni ferma il Napoli durante due ripartenze, e il primo gol era di un filo in fuorigioco. Ma il Napoli stesso è il maggior responsabile delle sue sorti. Ma nonostante una partita non all’altezza dei suoi standard, parte bene e con Callejon va vicino al gol, il solito Mirante anti-Napoli salva e salverà anche più in là nel match, ancora su Callejon. Ma il Napoli non è in se e lo si vede sul primo gol, con un lancio lungo Diawara serve Destro sul filo del fuorigioco (era in fuorigioco), Albiol gli concede quei centimetri che sono impossibili da recuperare. E’ 1-0. Il Napoli è lungo e il fuorigioco non funziona. Ma l’incubo Dall’Ara non è finito, il Napoli ritorna a fare il vecchio Napoli anche sui calci piazzati, Rossettini viene lasciato solo in area ed è il secondo. Nel finale di tempo e nella ripresa il Napoli ci prova, ha un altro piglio, fa il suo gioco, arriva dalla sinistra e con gli uomini tra le linee a ridosso della porta di Mirante. Prima Higuain tira alto, e anche Allan e Callejon non riescono. Ma nel miglior momento del Napoli, Destro fa il suo secondo gol, Hamsik serve in recupero il Bolognese in profondità e Reina ci mette del suo. 3-0 e il Napoli è spacciato. Gli azzurri continuano nella loro manovra lenta, ma sembra che si siano arresi, non affondano, assistiamo al sin prisa pero sin pausa secondo Sarri, sembrano senza nerbo, ma nel finale si risvegliano, Mertens e Insigne danno un po’ di vitalità. E’ Higuain che prima ruba il tempo ai difensori rosso-blu e a Mirante e poi viene servito da Hamsik segnando la sua doppietta.  Ma è troppo tardi, il Napoli si desta troppo tardi, 3 punti persi.

I numeri. Nelle statistiche si rivedono i soliti numeri del possesso palla, per il Napoli è 69%, che non basta a vincere la partita. 16 tiri contro gli 11 avversari, 7 dei nostri contro i 4 avversari nello specchio della porta. Sembra di rivivere la scorsa stagione di Benitez, si concede poco agli avversari che con soli 4 tiri nello specchio della porta arrivano al gol in ben 3 volte. Le due squadre concentrano maggiormente gli attacchi sulle fasce sinistre, anche se in questo match per il Napoli la percentuale di attacchi è più equilibrata nei due lati. A metà del secondo tempo Sarri prova a cambiare le cose, Maggio per Hysaj e Mertens per Insigne, ma forse è troppo tardi. Poi sostituirà Allan per David Lopez. Pesa l’assenza di Gabbiadini, che avrebbe potuto dare una variante al gioco. Più disponibilità in panchina avrebbe potuto dare più scelte anche a centrocampo. Higuain si conferma mattatore, per lui 14 gol in 15 partite di campionato, 1 gol ogni 91’, è capocannoniere della Serie A.

Il futuro e le aspettative dei tifosi. La delusione c’è, ma uno stop dopo una striscia positiva così lunga era preventivabile. A detta del suo allenatore il Napoli non è la candidata per lo scudetto, e infatti è incompleta e forse non ha i valori di Juventus, Roma e Inter, ma è lì in alto e meritatamente, avendo espresso il miglior gioco del campionato. Ma non si vince solo con questo. Il Napoli torna a casa consapevole del suo momento, degli errori di singoli e di attitudine collettiva, si ricomincia subito in settimana con l’”amichevole” di Europa League, dove gli azzurri devono subito dare prova di attenzione, e poi la prova decisiva con la Roma. Per i tifosi, l’invito a non distruggere tutto, lo scudetto non è un obbligo, ma un sogno, gli azzurri devono cercare di mantenere vivo questo sogno quanto più possibile. E non fatevi dire che avete esultato troppo dopo Napoli-Inter, meritiamo di farlo.

 Crescenzo Tortora

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