– Il Bologna ha disputato davvero un’ottima partita: compatto e aggressivo, ha concluso a rete molto più dei rivali (10 tiri in porta contro 4), peccando solo di lucidità. Avrebbe meritato di chiudere avanti il primo tempo, terminato con una clamorosa traversa di Soriano a tu per tu con Olsen al 46′ poi si è visto negare l’1-1 dal portiere svedese, infine ha accorciato troppo tardi le distanze. Con questo nuovo tipo d’approccio, però, difficilmente gli sfuggirà la salvezza.

– La Roma, con Nzonzi troppo basso e forse inadeguato nel ruolo di regista, ha faticato a far gioco. Il Bologna lo ha capito, ha preso a poco a poco coraggio e a più riprese si è costruito le sue buone occasioni per passare, mal sfruttate soprattutto da Soriano che per due volte ha calciato centralmente verso Olsen e poi, proprio nel recupero di primo tempo, ha spedito sulla traversa un destro a tu per tu con il portiere. Come se non bastasse, il n. 1 giallorosso in precedenza era dovuto intervenire anche per evitare che un tiro-cross di Poli finisse nell’angolo e poi per chiudere lo specchio al successivo tentativo di ribadire il pallone in rete da parte di Edera. E la Roma? Prevedibile nella manovra, ha finito per spaventare una sola volta Skorupski nella prima frazione, su palla inattiva: Manolas ha anticipato tutti su un angolo di Pellegrini ma da favorevole posizione ha spedito alto il suo colpo di testa.

– Il Bologna ha reagito rabbiosamente ma ha trovato la strada chiusa da Olsen che è volato sulla sinistra per impedire a Poli di pareggiare con un gran destro al volo da 25 mt. La Roma ha replicato impensierendo Skorupski con un sinistro di Zaniolo poi, grazie all’ingresso di De Rossi, che si è rifiutato di indossare per la 200/a volta in carriera la fascia da capitano, lasciandola a Florenzi, ha raddoppiato (73′). Il neo-entrato ha anticipato tutti di testa su un angolo di Kolarov e ha servito Fazio che con un gran destro al volo ha infilato la palla sotto le gambe di un altro subentrato, Dzemaili, appostato sulla linea di porta.

Fonte: la repubblica.it