Aurelio De Laurentiis: “Sarri mi fece arrabbiare”

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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni del Corriere dello Sport ad Ivan Zazzaroni. Ecco le sue dichiarazioni: “Sarri mi fece incazzare con la scusa volgare dei soldi, mi costrinse a cambiare ed aveva ancora due anni di contratto. A febbraio mi invitò a pranzo in Toscana, a due passi da casa sua, organizzò la moglie, non accennò a chiusure, mi portò fino al giorno che precedette l’ultima partita creando incertezze alla società. Tre stagioni indimenticabili? Il deus ex machina, ma pure nel calcio sono necessari un ottimo regista ed un ottimo produttore. Naturale che l’imprenditore dia delle indicazioni e che gli sia riconosciuta una parte del merito, non solo la colpa della sconfitta. Chi ha preso Cavani? Il sottoscritto. E Mazzarri? E Benitez? E Higuain, Sarri? Quando lo scelsi tappezzarono la città di striscioni contro di me”.Chiamai Gennaro Gattuso con Totti , avevo pensato ad un film con loro due. Ci eravamo rivisti al compleanno di Ancelotti a Capri, Rino me l’ha ricordato dopo la partita contro l’ Inter. Una tavolata di 40 metri, aveva invitato il mondo, sembrava un matrimonio. Ho scoperto un grande conversatore. Ci siamo intrattenuti per tre ore. Dopo il disguido del ritiro-non-ritiro gli ho telefonato e gli ho detto: “Rino, stai calmo, non prendere decisioni se ti chiama qualcuno, stai fermo”. La squadra aveva dimenticato il 4-3-3 sarriano e a Rino ho chietso di riornare ai fasti di un tempo, antiicpandoloc he lo soctto da pagre sarebebro stato 3-4 sconfitte di fila. Ne ha perse di meno. Io e Rino siamo molto simili, due guerrieirm, due che non le amndnao a dire, due condottieri.

La sera della partita di Champions League dopo aver vinto, ho invitato Carlo a cena per spiegargli che avevo deciso di cambiare pure per conservare la grande amicizia tra di noi. Napoli è la parte migliore della mia vita. I amo solo due città Napoli e Los Angeles. Per stare vicino alla squadra, ho appena deciso di affittare una villa a Capri e di trasferirvi gli uffici della Filamuro, del cinema e del calcio.

Ed ancora: “Confermato? Che domanda è, gli avevo fatto un contratto di un anno e mezzo con via di fuga per entrambi, non abbiamo avuto bisogno di ricorrervi. Se facciamo bene nelle coppe e recuperiamo qualche posizione, gli do appuntamento a fine agosto a Capri per parlare di un allungamento di 3-4 anni. Verdone è con me da 20 anni in esclusiva, tra persone che si stimano i contratti hanno un valore relativo, contano le motivazioni, ognuno deve essere libero di decidere se proseguire o meno”.

Sulle eventuali cessioni di Kalidou Koulibaly e di Fabiàn Ruiz ha aggiunto questo: “Se si presentassero City, United o Psg con 100 milioni, ci penserei ed è probabile che partirebbero, sempre se la loro volontà è di andarsene. Un’offerta di 60 non la prendo in considerazione”.

Dries Mertens invece è un uomo speciale e gli piacerebbe trovargli una collocazione nel club per proseguire la collaborazione anche dopo la fine della carriera da giocatore Ci siamo visti a colazione sei eme si fa e ho scoperto un uomo speciale, intelligente mentalmente veloce, cazzuto. Lui è uno scugnizzo. Rinnovare ad un giocatore di 33 anni non rientra nelle nostre abitudini, con Mertens è stato semplice, naturale.Per quanto concerne Callejòn, a settembre, o ottobre non ricordo bene, ci siamo parlati e gli ho chiarito le nostre intenzioni, devo avergli ritoccato il contratto pure di 100-200mila euro. Il suo manager non ci ha fatto sapere più nulla. Basta, lui le condizioni le conosce.

Non ho mai pensato di vendere il Napoli, ho ricevuto tre offerte una da 700 milioni, l’altra di 800 e un’altra l’altro ieri si è palesato uno che però non ha dato cifre. In Lega Calcio ci manca una visione industriale del calcio, si parla solo di diritti audiovisivi. La pandemia ci ha fatto scoprire le video-assemblee in conference call e ho chiesto a Dal Pino perché posso parlare con i presidenti e non con gli azionisti?

Zappia ha commesso un grave errore inglobando Mediaset Premium senza conservarne la denominazione. Pensava di poter trasferire un milione e 700 mila abbonati da un brodcaster all’alto e invece si è ritrovato con 300 mila card in più e la proliferazione dei pirati. Noi dovremo iniziare a produrre le partite indipendentemente e autonomamente e licenziarle a Netlfix, Amazon, Tim, Disney Plus, Sky eccetera, lasciando loro il 5 per cento della raccolta e mettendo gli abbonamenti a 300 euro l’anno. Io a 71 anni mi sento ancora giovanissimo perché sono proiettato ma anche preoccupato. La pandemia ha mostrato i veri problemi dell’Italia che ormai è un paese dormiente.

Certamente al calcio servirebbero riforme perché i 37 milioni di tifosi potrebbero costruire il partito più importante d’ Italia. Gravina è una persona capace di riformare il calcio. La C deve diventare semi pro come la D”.

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