venerdì, Settembre 25, 2020
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Atletica: Crippa bronzo sui 10.000. L’Italia festeggia il primo podio

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La prima medaglia azzurra arriva dal ragazzino che non ti aspetti: Yeman Crippa, giovane di origini etiopi (Wollo) adottato da una famiglia milanese poi trasferitasi armi e bagagli in Trentino. Con una condotta di gara al cardiopalma è rimasto “attaccato” con le unghie e i denti al gruppo di testa che per tutta la gara ha menato le danze. Solo quando mancavano due giri (800 metri) al traguardo Yeman ha messo il naso fuori dal gruppo. A quel punto le sorti del podio sembravano segnate con Crippa tagliato fuori dal gioco delle medaglia. Ma a nessuno aveva fatto i conti con la forma strepitosa che in questo momento sta attraversando. Con una volata mozzafiato ha piegato le residue speranze di chi gli stava azzannando i talloni, cercando di soffiargli la terza piazza.. Alla fine è finita con il francese Amdouni davanti a tutti (28’11”22), davanti al belga Abdi (28’’11”76) e all’azzurro Crippa (28’12”15). Tredicesimo l’altro azzurro Dini con 28’45”04. Le difficoltà incontrate in questa bollente finale, evidentemente, non sono nulla di fronte a quanto Crippa ha dovuto affrontare nei primi anni di vita. Già a cinque anni accompagnava, solitario, le vacche al pascolo e la guerra civile in Etiopia lo ha strappato alla famiglia originaria, confinandolo in un orfanotrofio di Addis Abeba, dove è stato, appunto, adottato, con i fratelli, dalla famiglia Crippa. Messosi in luce già nelle categorie giovanili conquistando due volte il titolo di cross continentale. Ecco le sue parole subito dopo il bronzo: «Ci ho creduto fino all’ultima curva. Mi sono detto che la medaglia l’avrei dovuta prendere. Tranne i primi due nessun altro stava meglio di me, ci ho creduto ed è arrivata la prima medaglia assoluta. Questa è l’atletica che conta e sono felice di averla iniziata così. Curavo il tedesco Ringer che consideravo il favorito, a un certo punto ho visto che non era giornata per lui e allora sono andato avanti. Mi sono meravigliato per come ho corso i 10000 ma non smetterò di fare i 5000 e sabato ci riprovo su questa distanza. Sono felice per me, per il mio gruppo, per mio papà, per il mio allenatore che se lo merita come professionista”

Fonte: gazzetta.it

Redazione Mundo Napoli Sport 24
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