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Lorenzo Insigne ha rilasciato una lunga intervista ai colleghi del Corriere dello Sport,ecco le principali dichiarazioni:“Finalmente il gol ed era pure ora. Non ricordo più neanche quanti legni, tra pali e traverse, ho colpito. Non mi andava bene prima, mi sta andando benino ora. Però io ci ho creduto. La calma di Benitez è rassicurante, ha provveduto a tenermi su. Le parole di sabato scorso sono servite per darmi ulteriore tranquillità. L’esultanza di Verona è stata particolare, non l’avrei mai fatto se durante il riscaldamento non m’avessero insultato ripetutamente. In campionato dobbiamo pensare che c’è tutto il girone di ritorno, nel quale può succedere qualsiasi cosa. Noi non facciamo promesse, però con diciannove sfide a disposizione è chiaro che i verdetti non siano decisi. Complimenti alla Juventus e alla Roma per quello che stanno facendo. Ma complimenti anche al Napoli che gira a 42 ed è un’impresa che passa in secondo piano solo perché davanti abbiamo trovato due rivali che viaggiano ad una velocità sconcertante. Attenti anche alla Fiorentina, gioca benissimo e ha un allenatore fantastico. La punizione al Borussia Dortmund credo si stato il mio gol più bello. Penso che chiunque speri un giorno di fare il calciatore, sogni poi di giocare una partita di Champions e di segnare un gol nel proprio stadio. Quella sera è accaduto tutto ciò. Ed è stato pure un bel gesto tecnico. I momenti più belli della mia carriera sono stati, la promozione a Pescara dove devo dire che non avevo mai provato la felicità che può dare un successo; siamo riusciti a restituire la serie A a una società e a una città che aspettavano quel momento da venti anni e lo abbiamo fatto giocando un calcio spettacolare. Poi mi ha toccato anche debuttare al San Paolo, segnare il mio primo gol in serie A con la maglia azzurra, approdare in Nazionale. Zeman e’ stato il mio maestro, mi ha insegnato movimenti offensivi pazzeschi e mi ha trasmesso mentalità. Mi ha voluto a Foggia in serie C e poi mi ha rivoluto a Pescara, mostrando di avere fiducia in me, che ero ancora un ragazzino. Non potrò mai dirgli grazie abbastanza. Adesso il mio obiettivo è quello di restare per sempre in questo club, diventare il capitano e dunque la bandiera, poter segnare un’epoca”.

 

 

Di Redazione Mundo Napoli Sport 24

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