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Si è spento all’età di 83 anni il giornalista napoletano Luigi Necco

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Oggi a Napoli all’ospedale Cardarelli situato nella parte alta del Vomero a causa di un’insufficienza respiratoria è morto all’età di 83 anni(avrebbe compiuto 84 anni a maggio) il famoso giornalista napoletano Luigi Necco. Necco ha studiato istituzioni dell’Europa  all”epoca all’ Istituto Universitario Orientale ubicata nel centro storico di Napoli. Contemporaneamente scriveva per il Corriere di Napoli e successivamente entrò nella Rai partenopea, poi passò alla Radio e infine alla televisione.  Dal 1978 al 1993 Luigi Necco è stato telecronista per la storica trasmissione 90′ minuto al San Paolo di Napoli e al Partenio di Avellino. Due celebri battute sue come per esempio: “Milano chiama, Napoli risponde” . Oppure la battuta che fece a Città del Messico nel Mondiale del 1986 quando Maradona segnò con l’Argentina la celebre rete di mano contro l’ Inghilterra. Disse: “La mano de Dios o la cabeza de Maradona”. Il Pibe De Oro gli rispose: “Las Dos”. Per questo fu intervistato da varie tv sudamericane.

Nel 1992 condusse la trasmissione Parlato Semplice ideata da Gabriele La Porta. Nel 1997 presentò pure per un breve periodo la trasmissione Mi Manda Rai Tre in seguito all’abbandono del conduttore Antonio Lubrano. Nel 2005 dopo l’acquisizione dei diritti Tv per il calcio passò a  Mediaset come inviato nei campi per la trasmissione Buona Domenica condotta da Maurizio Costanzo. Mentre era in pensione dalla Rai lavorò ancora conducendo Su una emittente locale Tele Oggi Canale 9 condusse la trasmissione L’ Emigrante. Fu eletto pure nel 1997 nella lista dei Democratici di Sinistra come consigliere  elezioni comunale  di Napoli.

Dopo 90′ minuto Luigi Necco si dedicò all’ archeologia. Dal 1993 al 1997  ideò e condusse una rubrica l’occhio del faraone per il quale ha ideato 360 documentari e servizi sull’archeologia  nella’rea mediterranea dalla Grecia alla Giordania, dall’Egitto all’Iraq, da Pompei alla Turchia. Per molti anni inseguendo un sogno giovanile, si dedicò alla ricerca del tesoro che Heinrich Schliemann trovò a Troia nel 1873 e che ufficialmente i tedeschi davano per distrutto a seguito dei bombardamenti dello zoo di Berlino del 1945. Non credendo alle dichiarazioni ufficiali, dopo attente ricerche, riuscì nel suo scopo individuando i ladri e il luogo del nascondiglio  che fu finalmente esposto il 16 aprile del 1996 nel Museo Puskin delle belle arti di Mosca. Su quest’avventura scrisse per il noto editore Tullio Pironti che aveva una libreria a Piazza Dante un libro intitolato “Il Giallo di Troia” pubblicato nel 1993. Nel 2014 ancora una volta l’editore Tullio Pironti pubblicò la sua opera “Operazione Teseo” Dedicata al pluridecorato eroe militare Sirio Riccioni.

Nell’ottobre del 1980 l’allora presidente dell’ Avellino Calcio Antonio Sibilia si recò accompagnato dal centrocampista Juary ad una delle tante udienze del processo che vide imputato Raffaele Cutolo, Capo incontrastato della Nuova Camorra Organizzata. Durante una pausa, salutò il Boss con tre baci sulla guancia e gli consegnò tramite Juary una medaglia d’Oro con dedica(“A Raffaele Cutolo dell’Avellino calcio”). La società irpina giustificò questa frase dichiarando che Cutolo è un tifosissimo dell’Avellino e che il dono della medaglia non fu un’iniziativa singola del presidente, ma di tutto il consiglio di amministrazione. L’intera vicenda suscitò l’interesse di Luigi Necco che ne parlò durante 90′ minuto. Il 29 novembre 1981 il giornalista fu gambizzato da tre uomini  in un ristorante di Avellino per un attentato ordinato da Vincenzo Casillo detto”O Nirone”, discepolo di Raffaele Cutolo fuori  dal carcere. Il 24 aprile del 2016 Luigi Necco fu aggredito e derubato da uno sconosciuto che l’accusò di avergli rigato l’auto in Piazza Arenella al Vomero. In seguito a quest’episodio, molta gente lo riconobbe e gli mostrò tutta la sua solidarietà. Pure il Napoli ha espresso massimo cordolgio riconoscendo al sua grandezza. Ecco il testo: ”

Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, lo staff tecnico, la squadra e tutta la SSC Napoli si uniscono al dolore della famiglia ed esprimono profondo cordoglio per la morte di Luigi Necco, figura storica del giornalismo e volto di spicco della Rai.

Necco ha raccontato per decenni le gesta sportive del Napoli con un garbo, eleganza, professionalità, passione e sempre con uno sguardo ironico e sorridente che ha reso il suo stile unico ed inimitabile”.

Claudio Gervasio

 

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