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Mimmo Malfitano: “La rivalità tra Napoli e Juventus è in parte calcistica, storica , culturale e politica”

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La Storia del Calcio Napoli che diventa un’opera d’Arte. “Il Napoli nel Mito” – Storie, Campioni e Trofei mai visti al Mann” è la prima Mostra che ha portato l’epopea azzurra nel prestigioso Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Novantunanni anni di una della squadre più amate e seguite del Mondo scanditi dal racconto simbiotico di un Club e una città unite da un legame eterno e indissolubile.
La Storia del Napoli – illustrata attraverso Trofei, campioni, immagini, momenti salienti ed emozionanti – narrata parallelamente al contesto e alla evoluzione della nostra terra.
Una iniziativa, quindi, sia di valenza  sportiva che sociale, declinata anche da un osservatorio speciale di natura scientifica, accademica e letteraria.
La SSC Napoli è lieta di ospitare quotidianamente gli interventi di giornalisti e scrittori che hanno dedicato uno sguardo particolare ai singoli argomenti pregnanti che costituiscono i temi principali e i capitoli portanti ai quali è ispirata l’intera Mostra.
Un itinerario narrativo che arricchisce e impreziosice un evento unico e senza precedenti.
“Il Napoli Nel Mito”, perché solo la passione azzurra può trasformare la Storia in Leggenda.

Pubblichiamo il secondo capitolo della guida che scandisce la Mostra al Mann con il racconto sulla rivalità tra Napoli e Juventus di Mimmo Malfitano, firma de “La Gazzetta dello Sport”

La sfida infinita tra rivalità e affari
di Mimmo Malfitano
La suggestione del tifo tocca l’apice quando c’è di mezzo la Juventus. La rivalità è storica, in parte è calcistica, in altra parte è politica, sociale. Napoli l’ha sempre vissuto come momento di rivalsa, questo confronto. Negli anni di Diego Maradona, quelli dei due scudetti e della coppa Uefa, l’esaltazione ha raggiunto livelli intensi, è stato il trionfo del sud contro il nord, del meridione pigro, socialmente disagiato, contro il settentrione impegnato nel produrre e nel tenere alta l’economia del Paese. In quegli anni, il napoletano s’è sentito importante, talvolta al centro del mondo. E per una volta non per questioni di cronaca nera, ma soltanto per uno scudetto, il primo, vinto dopo stagioni di attese e umiliazioni.
Trent’anni dopo, nulla è cambiato sul piano della rivalità, ma della competizione si. Il progetto di Aurelio De Laurentiis è in continuo progresso e, oggi, Napoli è una delle realtà del calcio europeo insieme alla Juventus. Una crescita costante, che l’ha reso esempio da seguire sia come gestione societaria sia come questione tecnica.
Nonostante la storica rivalità, Napoli e Juventus hanno concluso diversi affari. Nell’estate 1965, alla stazione di Mergellina, 5.000 napoletani accolsero Omar Sivori che lasciò la società bianconera per problemi d’incompatibilità con l’allora allenatore, Heriberto Herrera. Con lui, arrivò anche José Altafini, dal Milan, nel suo momento migliore. I due hanno infiammato la passione napoletana, ma lo scudetto è arrivato soltanto 22 anni dopo. Sull’asse Napoli-Torino, invece, le operazioni concluse sono state dettate dalla necessità di fare cassa. Corrado Ferlaino, il presidente di quegli affari, dovette cedere Dino Zoff e José Altafini alla Juventus, nell’estate 1972, per sistemare i conti, così come fu necessario vendere Ciro Ferrara, in anni diversi, per lo stesso motivo. L’ultimo passaggio, in ordine di tempo, è stato quello di Gonzalo Higuain, imposto dalla clausola rescissoria. Un affare da 90 milioni di euro che ha riempito le casse del club, ma ha deluso i milioni di tifosi nel mondo che avevano trovato nel Pipita il campione che avrebbe potuto interrompere l’egemonia bianconera.
Riportato da:SSCNapoli.it

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