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Kalidou Koulibaly: “Roma-Napoli sarà sicuramente una bella partita”

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Il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly alla vigilia di Roma-Napoli ha rilasciato un’intervista esclusiva  al Mattino e al Messaggero. Ecco le sue parole: “Non sarà una partita facile, la  Roma è una grande squadra. Non duellerò solo con Dzeko, ma con tutta la squadra Dovremo giocare compatti se no perderemo. Allo scudetto ci crediamo, so cosa significa vincerlo a Napoli, ma ora voglio viverlo. Non so se siamo i più forti, ma io nella squadra azzurra mi diverto a giocare. Adesso però conta battere la Roma. La Juventus ha una storia diversa, possiede i soldi e compra sembra grandi giocatori. Sarà sicuramente un bel campionato.  Venivo dal Belgio e mi sono accorto subito che il calcio italiano fosse diverso.  Benitez mi ha aiutato a crescere certamente è stata dura, ma era un percorso naturale da fare. Sarri invece mi ha riscoperto dandomi fiducia. E’ davvero geniale. Fa capire che nel calcio niente è impossibile. E’ uno studioso, qualunque cosa tu chiedi, lui risponde sempre nella maniera giusta. Ti aiuta a pensare sempre di squadra e mai come singolo. Quando è arrivato mi ha detto : “Se fai come ti dico diventerai un calciatore importante”. Io ci sto ancora provando, ma sono consapevole che posso ancora migliorare. Con Sarri è tutta matematica. Io penso che Mertens sia un fuoriclasse. Mio padre operaio e mia madre cameriera sono andati via dall’ Africa per motivi lavorativi, ma io ho sempre vissuto a contatto con persone del Senegal. Sono cresciuto con una doppia cultura. Il mio quartiere ne era piano, in famiglia parlavo la lingua madre e pure con i miei amici. Con loro ho iniziato a giocare a calcio, dicevano che fossi forte.

Io stavo sempre con i più grandi. A 10-12 anni ho capito che potessi fare il giocatore e sono qui.  Il calcio mi ha dato tanto, ha aiutato specialmente chi non viveva con tanti soldi.  Ho scelto il Senegal e non la Francia perché c’erano porte più aperte. Scelta fatta 4 anni fa quando sono arrivato a Napoli e sono contento di ciò perché mi sento senegalese. I miei miti sono stati Thuram Desailly. Più il primo però. Aveva classe, forza tecnica e fisica. Un terzino davvero impressionante. Nainggolan è un giocatore che come il sottoscritto lotta sempre.  Fa gol  ed è un grande calciatore completo.

Ricordo i buu razzisti dell’ Olimpico con l’arbitro che sospese la partita. Si dice che sia un problema di cultura. E io come faccio a cambiare la cultura di un paese o di una tifoseria? Se dovesse ricapitare se sono dieci a fischiare ci passo sopra, se a fischiare sarebbe un intero stadio penserei di abbandonare il campo.

Io sono stato in Francia e in Belgio. In Francia è tutto diverso, le razze si mischiano. In Belgio è presente un razzismo interno. Io ero neutro e non ho mai detto niente a nessuno. Comunque non c’è razzismo solo per chi ha la palle diversa, ma pure con i napoletani e romani”.

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